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Denver: la strage per Obama è "una situazione incomprensibile"

23 Luglio 2012 alle 14:00

Oramai ogni estate il mondo ci regala un mostro. L'anno scorso era la volta di Breivik in Noervegia, quest'anno è il turno di James Eagan Holmes di Aurora (USA). In comune questi mostri hanno la giovane età, sicuramente pazzia, la detenzione legale - quindi voluta e premeditata - di armi con le quali hanno fatto strage di persone e soprattutto ragazzi. Ma per Obama il killer di Denver corrisponde ad una "situazione incomprensibile". Il mostro di Aurora, vicino a Denver, ha sparato su 71 persone uccidendone 12 e ferendone finora una cinquantina. Ora verrà processato e forse arriverà la pena di morte perché in casi estremi gli USA non risparmiano nessuno. Il fulcro della "situazione incomprensibile" è stata una sparatoria all'interno del cinema Century 16 di Aurora, alla prima del film "Batman" ed evidentemente frequentato nella maggior parte da bambini e ragazzi. Il killer avrebbe fatto esplodere una massiccia carica di esplosivo che si trovava nella propria abitazione ad Aurora che dista 6 km. dal cinema. Casa trasformata in "trappola esplosiva" per l'occasione. Siamo di fronte soltanto ad un mostro, un killer come i tanti che il passato ha già sfornato, e proprio negli USA (si pensi solo alla famiglia di mostri che hanno contribuito alla nascita del film horror "Non aprite quella porta") o ad un figlio dei nostri tempi privi di valori, di principi, di punti di riferimento e ricchi invece di violenza repressa, di insicurezze, di opulenza esteriore e di povertà interiore? Sicuramente il tribunale civile statunitense penserà a punire adeguatamente il killer di Aurora, ma resterà un vuoto da colmare, una domanda a cui trovare una risposta, un dilemma fondamentale per i nostri tempi. Meditiamoci.

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