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Com'è diverso il Nord

20 Luglio 2012 alle 13:00

Cito una frase dall'articolo di fondo di Stefania Piazzo su La Padania del 19 luglio sul caso Sicilia che sta suscitando polemiche, aggressioni nei confronti di chi non difende la Sicilia né i problemi del sud, parole, parole. Ma trovo il commento del direttore de La Padania molto calzante al punto che mi piace ribadire il suo concetto oggettivo di fondo: nel 2003 la Sicilia è stata commissariata perché in défault e perché l'80% dei comuni e delle province della regione erano in passivo. In soldoni, non sapevano come impiegare il denaro dato dallo Stato. Dal 2003 nulla è cambiato, anzi, sono aumentati i favoritismi politici, l'assistenzialismo per lo Stato sociale, ma lo Stato decide di trasferire 400 milioni di euro quando "non si trova una lira per pagare la compensazione dei crediti alle imprese del nord", come sostiene Stefania Piazzo. Se fosse il nord ad aver chiesto aiuto e ad aver bisogno, apriti cielo, nessuno avrebbe sganciato un centesimo di euro. Ma se è il profondo sud ad aver bisogno ben venga il garantismo e il lassismo. Tanto è così, non c'è nulla da fare, è sempre stato fatto così. Concezione errata. E' come se un bambino piccolo non venisse mai punito né educato. Cosa ci stanno a fare l'insegnamento e la prevenzione? "Com'è diverso il nord" che lavora, che produce, che non ruba, che sarà italiano e anche mafioso nell'animo, ma mai ai livelli raggiunti al sud. Un nord che è la macchina trainante dell'Italia e che per questo motivo dovrebbe venire salvaguardato, tutelato in barba ai discorsi di Padania, di Macroregioni, di questioni settentrionali. Il nord è tutto questo, pertanto condivido il pensiero di Maroni di non voler più aiutare il sud quando si comporta come la Sicilia. E' giunto il momento di stringere i denti tutti e di essere rigorosi. Per il bene comune.

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