cerca

Chi non impara da passato

20 Luglio 2012 alle 18:30

Uno studio della Wexford Capital pone a 990 miliardi di euro (ottimisticamente) il capitale realmente necessario per rimettere in sesto il sistema bancario spagnolo. Di fronte a ciò, l'Europa ha come strumenti un paio di fondi con a disposizione meno di 500 miliardi per i problemi di tutte le economie continentali (e lasciamo stare l'ironia del fatto che con i guai che abbiamo, noi finanziamo questi strumenti con un paio di decine di miliardi, al momento). Nel frattempo, i maggiori oneri per interessi del debito pubblico nostrano dell'ultimo anno sono stimati intorno ai 12 miliardi, quando l'Imu ne ha portati in cassa, con lacrime e sangue, meno di 10. Ora, nel 1992 ci mettemmo un paio di mesi prima di (sostanzialmente) abbandonare il sistema monetario europeo (che pure era più flessibile dell'euro), nel frattempo avendo bruciato gran parte delle riserve della Banca d'Italia, e capire che gli stati nazionali non potevano competere con il Dio mercato (e, anche allora, con una certa ottusità tedesca) ad armi pari quando si trattava di speculazioni sulle monete nazionali. Stavolta si tratta di titoli invece che di monete e di nuovo si è scelto un approccio da mercato piuttosto che da stati sovrani. Quanto a lungo e quanto ci costerà stavolta imparare di nuovo la lezione?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi