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"Resistere" e buona fede

18 Luglio 2012 alle 14:30

Ancora mi chiedo se in Italia, in merito ai rapporti fra magistratura e istituzioni, in questo caso sul conflitto di attribuzione posto alla Consulta da Napolitano, si sia alle comiche, anzi al tragicomico se si leggono le dichiarazioni di Di Pietro e del procuratore Grasso. Hanno, come minimo dell'incredibile. Il primo, visto il personaggio non c'e da stupirsi più di tanto, parla di "resistere,resistere,resistere". Secondo lui la magistratura può tutto e Napolitano non deve esercitare le proprie prerogative. Ma chi gliel'ha data la laurea? Il secondo parla di "buona fede"dei pm: pazzesco. Ora, io nonho una laurea in legge, ma lo capisce chiunque che la "buona fede"non c'entra un fico secco in tali questioni. C'entra se c'erano o ci siano le condizioni per ritenere ammissibili per il Capo dello Stato alcune intercettazioni telefoniche. Forse per Grasso e Di Pietro Napolitano non gode dell'immunità, a parte l'alto tradimento e quindi si può sparare allegramente a pallettoni contro di lui. Mala tempora currunt.

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