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Prossimo obiettivo: il risparmio

18 Luglio 2012 alle 12:00

Al netto degli oramai insostenibili oneri economici, quando gli oneri burocratici (che servono invero ad assicurarsi il buon esito degli insostenibili oneri economici) imposti ad un comune mortale per svolgere e/o continuare a svolgere e/o rinunciare/cessare una qualsiasi attività, con o senza dipendenti, richiedono una tale complessità ed articolazione di adempimenti, propri e di terzi, da costituire essi, e ben più dello svolgimento dell’attività al cui servizio sarebbero destinati, il "vero" lavoro, cui impegnare stuoli di addetti, controllori, funzionari e professionisti, vuol dire che si è nel bel mezzo di un grosso problema di sistema. Ed ogni pur invocata soluzione prevede, fatalmente e sempre, giammai la rottamazione del sistema, quanto piuttosto altra abbondante, ulteriore e complessa attività normativa, regolamentare, burocratica… una “roba” sempre più estranea alle esigenze dell’economia, della quale progressivamente si è finito per perdere traccia: prima o poi anche chi ora ha ancora la forza di produrre qualcosa, nel percorso ad ostacoli del sistema smetterà di farlo. (E chi già e/o ancora ora non produce nulla, nulla potrà ricevere da chicchessia per essere "sostenuto"). Tra “tassa e spendi” o “spendi e tassa”, qualcuno ha dimenticato che strozzando invece di coccolare la minoranza che ancora produce e guadagna qualcosa, all’ Agenzia delle Entrate non resterà che attendere il rastrellamento del risparmio accantonato: dopo la casa, sarà il prossimo necessario obiettivo dei tecnici di turno per sfamare la belva. E, per favore, che nessuno osi parlare dello spread che aumenta: aumenterà sempre ed in modo direttamente proporzionale alle tasse perché Lui (lo spread) sa bene che più ne è elevato il livello meno saranno le possibilità che l’economia riprenda a girare…

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