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Paese della non giustizia/2

17 Luglio 2012 alle 20:00

In questa vicenda di Napolitano (in veste di Presidente della Repubblica) e di signori magistrati, appartenenti ad un “ordine” autonomo (genericamente, senza limiti, bontà loro), sarà pure una questione di Costituzione, ma il problema è molto più grande: la macchina della Giustizia è sballata e bisogna rifarle il motore. Il piccolo problema delle intercettazioni (necessarie e certamente non troppe) non deve oscurare la necessità di rifondare l'ordinamento giudiziario e quello più generale che lo comprende: rimettere in ordine l'intero elefantiaco sistema normativo. Dal quale tutto viene fuori meno che la Giustizia, in questo Paese della non-giustizia. Se non ci fosse una incomprensibile (per tale ordine) associazione sindacale e se ci fosse un Csm onorevole a difesa dell'autonomia (solo nel giudicare!) dei magistrati (tali considerando solo i giudici, separati da categoria altra - inquirenti), il problema delle intercettazioni andrebbe solo leggermente rettificato con lo stabilire che non siano distrutte, perché sono costate ricchezza e potrebbero sempre tornare utili. Oggi non c'è problema per la conservazione! Ma delle intercettazioni si deve conoscere solo quanto riportato (per il minimo necessario) in sentenza. Naturalmente chi sbaglia paga e se una minima intercettazione (di chiunque, non solo del Presidente della Repubblica) fosse pubblicata, bisognerebbe applicare una severissima sanzione al colpevole e ai mezzi mediatici che abbiano dato il loro contributo.

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