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Non scomparirà niente. Neppure la destra

17 Luglio 2012 alle 19:30

Non abbia timori, Gianfranco de Turris, nella storia dell’uomo ci sono sempre state una destra e una sinistra. Attraverso i secoli hanno assunto connotati diversi, sono state etichettate in vari modi, banalizzate strumentalmente, ma la sostanza: il contrasto fisiologico tra la libertà della persona e le necessità della tribù, o, per essere più chiari, tra individualismo e collettivismo, tra messaggio universale omologante (sinistra) e messaggio sulla centralità della persona (destra) ci sono sempre stati. I primi cristiani di Roma erano “de sinistra”. Poi entra in ballo, inevitabilmente, il modo e il come raggiungere il potere, quello che permette l’affermarsi o il prevalere dell’uno o dell’altro messaggio. Elencarli ci porterebbe lontano, ma il finale è sempre identico: il potere, inteso come facoltà di decidere cosa fare, come farlo e il poterlo fare. Cioè il potere politico. Che ha una caratteristica intrinseca, comunque conseguito, sarà sempre oligarchico. Sinistra e Destra, in questo, vanno a braccetto. Alla barba dei greggi e delle masse. Essendo data per scontata, fuori dall’ipocrisia imbecille, la stessa finalità, quello che è dirimente, decisivo per la vittoria di una parte che, si badi, non può essere per sempre, è il solito fattore umano che significa l’uomo adatto e capace, nel momento propizio. E gli uomini adatti e capaci vengono dalle culture di provenienza. Il capo, quello vero, il leader, sa renderla strumento intelligente, attraente e flessibile e cogliere il momento, il funzionario si rifugia nell'ortodossia, e muore lì. Inutile girarci intorno: l’uomo è la misura di tutte le cose. Ma poiché:"Homo vult decipi, ergo decipiatur", la favola umana non avrà mai fine. Ed è bene che sia così.

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