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Matrimoni gay

17 Luglio 2012 alle 21:30

Non posso non condividere l'editoriale di oggi del direttore sui matrimoni gay. Le sue considerazioni sono così evidenti, per dirla alla Chesterton così di "senso comune", non da intendersi in un'accezione banale e piatta, bensì contengono un approccio realistico, al di là di pregiudizi ideologici che deformano e che riducono ad uno sguardo parziale i fatti. E ciò significa, a mio avviso, che l'unione matrimoniale fra un uomo e una donna è parte della nostra civiltà, codificata in primis dal cristianesimo e pretendere di regolarizzare allo stesso modo un'unione fra persone dello stesso sesso è qualcosa che "stride",che va contro il "senso comune",la ragione non ideologica. Se si vuole a tutti i costi stravolgere quelli che sono i nostri fondamenti, la tradizione, quella che, ancora Chesterton, chiamava "la democrazia dei morti", sappiano coloro che portano avanti tali idee che si assumono una bella responsabilità.

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