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Gentile signora Merkel

17 Luglio 2012 alle 13:00

Non è certo attraverso il modesto spazio concesso dal Foglio ai suoi lettori che potrà mai arrivare a Lei la mia supplica. Provo ugualmente. La prego, eviti di ribadire in continuazione che senza il rigore non ci può essere solidarietà, lo sappiamo, così come sappiamo, però, che senza una sorte messa in comune il suo paese non avrebbe lucrato tanti vantaggi. La supplico, si accontenti della fermezza e della serietà di Monti, ben più diplomatico di quell’Altro che forse ebbe ad eccedere con quella sua sgraziata uscita relativamente al “deretano poco appetibile”, se lo dimentichi, perché ora rischia di ritrovarselo tra i piedi, quell’Altro, anche se adesso, fuori moda le “cene eleganti”, sarà diventato di bocca buona. Quell’Altro ci vuole riprovare, e sarebbero guai. Non dovesse farcela Lui, Dio ne scampi, chi pensa che potrebbe fare meglio di Monti? Si accontenti di quel che c’è, e preghi che duri a lungo, magari anche al di là del prevedibile. Noi, qui, per ora, ci dilettiamo a rileggere Petrarca, dal Canzoniere, "Italia mia, benché ’l parlar sia indarno... Ben provvide Natura al nostro stato Quando de l’Alpi schermo pose Fra noi e la tedesca rabbia” Cari saluti.

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