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Impudenza democratica

16 Luglio 2012 alle 20:00

Sulle ultime vicende che maltrattano il Cavaliere – l’impudente ha osato preannunziare che riscenderà in campo nelle prossime elezioni del 2013 – mi sono immedesimato in lui e affermo, legittimamente, che l’impudenza c’è nella vicenda, ma è di Bersani e dei suoi epigoni (centristi?) che irridono Berlusconi: il paria di questa democrazia nobilitata dai Casini&Fini (con o senza Bocchini o Bottiglioni) e dichiarata off-limits per il solo Cavaliere – un’esclusione ad personam che vieta a Berlusconi (plutocrate e dongiovanni) di esercitare lo stesso diritto concesso a lorsignori, plebei democratici – viene ostentata col coro dei clientes accorsi ad adiuvandum (i soliti) per impedire a Berlusconi di essere eletto e privarli così del potere non delegabile facilmente. Non mi pare che la nostra Costituzione ponga dei limiti alle “discese in campo” di chicchessia, e se il consenso popolare suffraga questo desiderio del cittadino Silvio Berlusconi, non c’è indignazione che tenga per impedirglielo: o, semmai, qualora necessario, con la complicità di qualche “Salomone” mercenario, che lo metterà ai ceppi nelle patrie galere. Se non è improntitudine questa, indignazione conclamata nei confronti del cittadino Berlusconi, di grazia, mi si saprebbe dire qual è l’eresia democratica? Questa democrazia “Ad usum delphini”, invocata cotidie da dotti e meno dotti in tutte le occasioni in cui appare sdegnosamente vilipesa, è uno stile che i veraci democratici (già comunisti progressisti dalle giornate gloriose dell’Ungheria occupata) arzigogolano per distinguersi egregiamente dai concorrenti che ostacolano la loro marcia trionfale verso il potere privo di consensi. Molti Radames all’ombra delle Piramidi.

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