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Monti si, Berlusconi no

12 Luglio 2012 alle 16:00

"Alea iacta est". Per i "cervelli" americani: il premier Monti resterà al potere per "salvare l'Italia", il comunismo nello Stivale è finito, Berlusconi ci ripenserà e non presenterà la sua candidatura. Un dado che, tutto sommato, hanno tratto loro (come sono soliti fare) per significare che così facendo hanno dato l'imprimatur a tutto quanto spiegato sopra. In effetti nei programmi politici tv, nei cosiddetti salotti (che in molti casi sono bar privati), anche tra le stanze della Casa Bianca si parla con una certa insistenza del "futuro" italiano che tanto non sta a cuore ad alcuni politici di questa nazione. C'è perfino chi, anglofilo fino alla morte, ha dato l'avvio ai soliti Totip (chiamiamoli così) per vedere chi ha ragione. Londra, come sempre, promette ricche vincite... Monti ten to one; Berlusconi three to ten. E' un modo come un altro per trascorrere il periodo dei cento all'ombra.

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