cerca

L'utopia del perfetto, la realtà del perdono

12 Luglio 2012 alle 18:30

Berlusconi si è intromesso nell'agone politico quando in Italia non esisteva nulla che fosse liberale. Anzi, il poco che ancora esisteva era sotto scacco della magistratura. L'ala illiberale non aveva questo problema (pietra tombale sui finanziamenti illeciti al PCI; il nostro Presidente della Repubblica gode se non di una prescrizione almeno di una amnistia). Tralascio su cosa successe in Europa subito dopo la caduta del muro. Tutti i partiti "vincenti" furono massacrati (Kohl in Germania, ad esempio) lasciando mano libera alla costruzione dell'Unione ai vari socialismi (moderatismo comunista). A bomba Berlusconi entrò in politica! E raccattò quel poco di decente che assomigliasse ad un’economia sociale di mercato (alla larga dalla definizione che ne dà l'attuale Premier) in cui lo Stato non sarebbe stato più il Deus ex machina cui i cittadini si sacrificavano. Posto questo si possono elencare i vari partner dell'amor Nostro. Bossi, Follini, Casini, Fini: tutti indispensabili e necessari. Ora qualcuno ha l'onestà intellettuale di dirmi perchè Berlusconi non ha fatto niente? Non è che oggi, 12/7/2012, possa senza quei vecchi marpioni del politichese realizzare il sogno di un’Italia (e di un’Europa) in cui la libertà, i valori e anche il cazzeggio (in tutti i sensi) siano di nuovo protagonisti!? Lo so! Mi si può accusare di essere stato plagiato, di vivere nel mondo reale (e non nella piddina play station) di essere ignorante o una capra sgarbianamente intesa, ahimè! Leggo il Foglio quotidianamente! Amo San Tommaso d'Aquino. E' colpa di quel geniaccio del Nostro Direttore se vedo solo nell'Amor Nostro (arzillamente vecchio) la risposta alle domande di tanta speranza! Senza zavorre potrà volare alto! Lasciatemi sognare e lasciatemi ancora votare per Silvio Berlusconi. All'utopia del perfetto preferisco la realtà del perdono.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi