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Monti: a casa!

10 Luglio 2012 alle 11:30

Una piccola considerazione. Non contento di essere stato "cooptato" alla presidenza del consiglio, manco si trattasse di un consiglio d'amministrazione di una societucola che potesse ambire alle sue prestazioni, Monti ha aggredito Squinzi, "reo" di avere espresso le proprie legittime opinioni. A prescindere dalla considerazione, banale, che Squinzi è stato eletto a capo di Confindustria e Monti è invece è stato "nominato" come tutti sappiamo (e stendiamoci sopra un velo pietoso), negare la facoltà o, meglio, il diritto di esprimere il proprio dissenso è un difettuccio degli stati autoritari (per ora lasciamo perdere le dittature). Monti, non contento della sua prodezza, si è anche permesso di dubitare della democrazia, avanzando "sospetti" sugli esiti di elezioni democratiche! Mi spiace, lo dico davvero, ma quelle dichiarazioni di Monti sono da dimissioni immediate dalla sua carica e da quella di senatore a vita (lasciamo stare anche quella nomina...). La miglior prova? Lo spread è salito. Ma oggi, dopo le dichiarazioni ciniche, vili e utili solo ai propri interessi personali e non a quelli dell'Italia di Monti, non certo per quelle di Squinzi. La cosa più grave, tra tutte quelle che potrebbero essere dette, tantissime e tutte, diciamo così, estremamente critiche, è che Monti sapeva benissimo ciò che stava facendo. A casa!

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