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Le morti in carcere e gli indagati al riguardo

10 Luglio 2012 alle 20:00

I giornali stanno battendo la notizia che nel carcere di Trani un detenuto è morto. I tre periti che hanno effettuato l'autopsia hanno concluso che avrebbe dovuto essere trasferito in una struttura ospedaliera esterna per ricevere le cure adeguate. Morale: sono stati indagati il direttore del carcere più 13 medici. Agli inquirenti, che come al solito si trincerano dietro il principio dell'obbligatorietà dell'azione penale, non è venuto neanche il dubbio che qualche responsabilità, almeno in via di ipotesi, si possa attribuire ai magistrati di sorveglianza. La stessa cosa è avvenuta qualche mese fa a Lecce quando un detenuto si lasciò morire di fame per non essere riuscito a parlare con un giudice. Anche in quel caso 18 indagati fra medici e infermieri e guardie carcerarie, nessun indagato fra i magistrati di sorveglianza. Possibile che a nessuno sia venuto il dubbio che non abbiano sorvegliato a dovere? Ma che paese è questo in cui iscrizioni nel registro degli indagati ed avvisi di garanzia si distribuiscono come caramelle a tutti tranne che ai magistrati? E i magistrati di sorveglianza che ci stanno a fare?

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