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Parassitismo e immobilismo

6 Luglio 2012 alle 10:00

Quando ero giovane, anni 70, lavoravo nell'industria metalmeccanica ed i sindacati erano molto temuti dalle controparti industriali, perchè scendevano in campo agguerriti per difendere i diritti dei loro iscritti, soprattutto quando c'era il rinnovo dei contratti nazionali. La maggior parte della forza lavorativa era iscritta al sindacato e solo pochissimi ne restavano fuori o ai margini. Ora, dopo 40 anni, tutto è cambiato, i sindacati fanno politica (vedere al proposito le dichiarazioni di Landini) e non difendono più, se non a parole, i lavoratori loro iscritti. Il risultato è che della forza lavoro attiva sono pochi gli iscritti, mentre molti sono i pensionati, che però, visti i risultati recenti sulle pensioni, se sono furbi se ne andranno pure loro. Infatti le decisioni prese dalla ministra Fornero ne sono la prova conclamata, i sindacati dei pensionati hanno messo la coda tra le gambe e sono stati zitti. Oltretutto, ad ulteriore dimostrazione della loro incapacità di adattarsi alle situazioni contingenti, adesso contestano le decisioni del governo Monti riguardo i tagli del personale statale. E' noto a tutti che la struttura statale e parastatale nel nostro paese è elefantiaca ed inefficiente ma il difendere l'indifendibile è diventato un 'must' per i nostri prodi (sic). Così facendo dimostrano quanto guardino il dito e non vedano la luna. Anche nel settore del sindacato è ora di cambiare, rinnovare la classe dirigente, meno retorica politica e più praticità se si vuol stare al passo con il mondo moderno. Altrimenti si rischia di continuare ad essere tra gli ultimi in classifica per tutte quelle ragioni che mettono un paese in grado di produrre benessere ed opportunità e non parassitismo ed immobilità.

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