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Lettera al Dott. Berlusconi

2 Luglio 2012 alle 16:30

Egregio Dott. Berlusconi, noi suoi affezionati elettori le abbiamo dato fiducia, le abbiamo dato i voti per cambiare l'Italia, renderla meno statalista, diminuire i costi della politica, più sussidiarietà e meno intervento della mano pubblica, diminuzione degli sprechi con un vero federalismo (le regioni) responsabili di spesa e delle relative entrate per farvi fronte, sistemare l'apparato scolastico abnorme e poco efficiente, far avanzare il merito, cominciare a disboscare troppe regole, norme, leggi e leggine che poi in pochi rispettano, far capire che lo stato siamo noi e non è un'entità astratta da cui si può continuamente spremere denaro. Mettere mano agli sprechi della sanità, ai costi delle missioni all'estero che a noi non portano nulla, se non costi per pagare i militari in missione, mettere mano finalmente alla giustizia di modo che i processi si celebrino velocemente, disboscare i codici di procedura civile e penale, rendere certa la pena e soprattutto in linea con i sentimenti degli italiani. Dare una sistemazione definitiva alle aziende pubbliche: si tengono solo le strategiche, le altre tutte sul mercato perché non sono altro che poltrone per gli amici degli amici, sistemare i costi dei due rami del Parlamento e della presidenza della Repubblica. Tutto questo e forse anche qualche cosa di più di cui mi sono certamente dimenticato: i voti per farlo lei ce li ha chiesti e noi glieli abbiamo dati. Ora che cosa vuole, la minestra riscaldata non è mai buona. Mi dispiace ma ora serve qualche cosa di nuovo, ad esempio appoggiare il Prof. Monti e cercare di farlo eleggere nelle vostre file in quanto ha dimostrato capacità politiche inaspettate e anche forza di carattere. I vecchi litigi fra forze politiche, i rinfacci continui, il tirare a campare, non è più possibile, per il bene dell'Italia.

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