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Trattative irrituali

29 Giugno 2012 alle 18:00

Non so cosa è che mi spinge a non considerare grave la trattativa, se mai ci fosse stata, tra la mafia e lo stato. Soprattutto se ben condotta, se lo stato ha ceduto poco e molto ottenuto, se alla fine ha salvaguardato i suoi cittadini, i suoi beni, la serenità del suo stare, la trattativa non mi offende più di tanto. Si dirà, dignità venduta, compromessi inaccettabili, accordi indicibili. Balle, tutta fuffa, le intese si fanno se convenienti, eccome, si sono sempre fatte e si continueranno a fare. Se tutto deve essere secondo trasparenza allora non esisterebbero i Servizi, il Quirinale non avrebbe potuto cercare Monti e si sarebbe dovuto votare, i referendum dovevano essere rispettati, di condoni neanche con il pensiero, l’euro e la costituzione europea dovevano essere approvati dal popolo, lo stato non avrebbe mai pagato riscatti per liberare i nostri connazionali, e così via. Non nascondiamoci dietro ad un dito, non rivendichiamo dignità, democrazia e Costituzione solo quando, forse per motivi di parte, ci fa comodo. Con amara ironia posso anche dire solo la flessibilità del pensiero ci consentì di salvare Aldo Moro avviando una trattativa vergognosa ma importante. Secondo me si deve trattare sempre, cercando di portare a casa il massimo risultato, poi si lavora perché queste trattative irrituali siano sempre meno.

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