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Al Direttore

27 Giugno 2012 alle 19:30

I “cazzoni”, il contrario di “cazzuti”, richiamano benevolenza e simpatia, tenera e solidale. Massime quando credono di poter smontare o ridimensionare un sistema di socialismo reale pluripartitico e con libere elezioni, unico esempio al mondo, trasversale, ubiquitario e dipendente dal denaro pubblico, in cui sono abbondantemente coinvolti anche i loro elettori. Sapendo che, ancora una volta, il consenso non è dato “per” ma “contro” e, pur grande che sia, sarà sempre imbrigliato e condizionato da una impostazione costituzionale costruita per i partiti e non per i cittadini. Non è piangersi addosso, ma atto di realismo culturale prendere atto che un sistema in cui Confindustria e sindacati non fanno i loro distinti mestieri ma si danno una mano per puntellarsi a vicenda, in cui è prevalente e puntuta la credenza che le imprese, le partite Iva, i liberi professionisti siano gli evasori diabolici che affossano l’economia, in cui, per farla breve, quando la "morosa ideale" osa affermare che il lavoro non è un diritto ma una conquista, viene subito tacciata d’ignominia, bene, in questo contesto i cazzoni non potranno far altro che cazzoneggiare con lirica, spavalda, voluttà. Lunga è la strada per Tipperary. Ma poi s’arriva. Li accompagneremo sempre con l'amicizia e la riconoscenza che si deve al raggio di sole e al vento che tentano di scacciare la nebbia.

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