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Troppo rumore per nulla

26 Giugno 2012 alle 20:00

Commovente l’ingorda voracità con cui Linea Notte ingurgita l’ennesima mossa tattica di Casini. Ci voleva il giornalista dell’Unità per far notare l’ovvio: "ma gli elettori del Pd, voterebbero Casini?”. Mannoni glissa. I casi Milano, Genova, Napoli, Cagliari, Parma, ecc… dimostrano che è finito il tempo del Partito che ordina e dell’elettore che esegue. O meglio è finito nella misura che sarebbe necessaria al Pd. Poiché Bersani e Casini con le sole truppe fedeli non andrebbero da nessuna parte e poiché se Casini sperasse di acquisire i delusi del PdL, sono tanti, per portarli in dote, sarebbe da ospedale psichiatrico, possono farsi coraggio finché vogliono, ma non si esce dal banale chiacchiericcio quotidiano e dal vedere come butta. I primi, ma scontati applausi si sentono, ma Bersani non si sbilancia più di tanto. Dovrebbe accantonare la foto di Vasto. “Da Bersani e Casini chiacchiere politicanti. Se non ci fosse da piangere mi verrebbe da ridere”, così commenta Felice Belisario. Il Casini volpe potrebbe tentare di ricondurre all’ovile i Fioroni e …, già, chi? Quando il Bello, Follini, era l'intelligente, su Twitter dichiarava che il partito dei cattolici non serviva, ma servono valori cristiani condivisi e poi si pone come arbiter di una feconda collaborazione tra PPE e PSE, una riedizione dell’Ulivo mondiale in salsa cristiana, viene fatto di dirgli:”O bimbo, stai buono!” Certo, il Colle è come il pelo pubico, tira più di cento paia di buoi. Ma non era anche l’ambizione di Fini? L’unico vero motivo per far saltare ora Monti, poi, cinicamente, si vedrà, è quello di evitare di fare una nuova legge elettorale. I Segretari, tutti, contano poco, se poi si dovessero privare anche del potere di scegliere i loro, sarebbe la loro fine.

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