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Non siamo tutti greci

26 Giugno 2012 alle 10:00

Leggo che mentre noi europei sborsavamo miliardi per salvare la Grecia questa, invece di rispettare i patti, aumentava le spese parassitarie assumendo 70.000 statali. A questo punto mi è venuta spontanea una domanda: all’Europa, ed in particolar modo all’Italia, costerebbe di più salvare la Grecia o estrometterla dall’Euro perdendo il controvalore in titoli di stato ellenici ? Nel secondo caso: l’Europa e l’euro recupererebbero credibilità; i nuovi stati membri capirebbero che il concetto troppo grande per fallire non funziona; a tutti i membri dell’Europa, Italia compresa, apparirebbe chiaro che le spese parassitarie vanno abolite nel breve-medio termine e che la spesa corrente dovrà avere una logica europea sintetizzabile nella cura del buon padre di famiglia. Insomma, apparirebbe chiaro a tutti che l’Europa sarebbe avviata a diventare un insieme di Stati mediamente virtuosi e non sarebbe più quell’accozzaglia di staterelli spensierati in attesa della salvezza dalla banca centrale. Penso, se i numeri lo permettessero, che il fallimento della Grecia potrebbe essere il primo passo verso un’Europa politica.

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