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Lusi: vorrei dare una lettura "anomala" del caso

26 Giugno 2012 alle 16:00

Sono d'accordissimo, ovviamente, con tutti i giudizi su Lusi. Tuttavia qualche domanda continuo a farmela. Vale a dire che ci sono in questa vicenda alcuni elementi che mi sfuggono (proporzioni della vicenda a parte, che è bene sottolineare ma paiono assolutamente irrilevanti, si tratta delle stesse identiche considerazioni fatte a suo tempo e giustamente, almeno così mi pare di ricordare, dai magistrati che si occuparono dal caso Fini. La provenienza della somma è un fatto di nessuna importanza se non, eventualmente, per quanto osserverò alla fine). Mi risulta che i partiti siano, a tutti gli effetti, associazioni private, vale a dire che non hanno, normativamente, alcuna responsabilità pubblica. Pertanto è assolutamente irrilevante il fatto che i fondi distratti da Lusi provengano dallo stato, tra l'altro essendo qualificati come rimborsi. Insomma, non riesco a comprendere di quale reato perseguibile d'ufficio possa mai essere accusato Lusi (intendiamoci, è uno stupido, ma piegare la legge alla fantasia è un esercizio assai più grave, e purtroppo utilizzato, di una distrazione di fondi). L'unica "opportunità" che vedo per una possibile accusa d'ufficio a Lusi, per quanto lo dica al buio, vale a dire senza avere letto il testo della legge sui "rimborsi elettorali", sarebbe il sanzionamento di un impiego dei fondi per fini differenti da elezioni. Però, a parte il fatto che dubito molto (chissà perchè) che nella legge si definisca l'obbligatorietà di scopo di quei soldi, a quel punto sarebbe perseguibile ogni singolo parlamentare. E, per quanto questo possa fare piacere a molti (il qualunquismo di questi tempi impera), questo si chiamerebbe, anche, golpe.

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