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Magistrati e tonno rosso

24 Giugno 2012 alle 13:00

A Barletta la Guardia Costiera sequestra 25 tonnellate di tonno rosso pescato illegalmente perché si tratta di esemplari molto giovani, inferiori alla taglia minima. E qui interviene la procura di Trani, competente per territorio, la quale, per non sprecare quel ben di Dio, partorisce un'idea geniale. Il tonno, piuttosto che essere distrutto (l'operazione costerebbe non meno di 15 mila euro) può essere donato ad aziende specializzate. Attenzione a condizione che queste non lo commercializzino ma lo donino a delle ONLUS. In buona sostanza la fortunata azienda, che si aggiudicasse il tonno, dovrebbe a spese sue, pulirlo, lavarlo, bollirlo, prepararlo per l'inscatolamento, inscatolarlo, ricoprirlo di olio di oliva, rimetterci il costo della scatoletta e poi ... regalarlo. È ovvio che non se ne farà niente anche perché pare che restino 48 ore prima che il tonno vada a male. La vicenda è però emblematica di come ragionino i magistrati e del buon senso con cui amministrano il denaro pubblico a loro affidato. A nessuno è venuto in mente che quel tonno potrebbe essere venduto, magari al di sotto del prezzo di mercato, e che il ricavato potrebbe essere riutilizzato proprio per la lotta alla pesca illegale? Meditate gente, meditate!

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