cerca

Non il governo, ma l'emendamento Pini può fermare la casta dei giudici

19 Giugno 2012 alle 12:30

Caro Elefantino, i professori non raccoglieranno mai il suo invito a fermare la casta dei giudici. Troppo il potere di interdizione e di ricatto che il potere giudiziario ha accumulato rispetto a tutti gli altri poteri dello stato. La storia, però, a volte si diverte. Ciò che nessun governo ha saputo o potuto fare è oggi a portata di mano. Della mano di 161 senatori (Pdl+Lega+Coesione Nazionale) che, al Senato, possono far approvare in via definitiva l'emendamento Pini, già approvato dalla Camera, sulla responsabilità civile diretta dei magistrati. Questo istituto, che per i magistrati è come l'aglio per i vampiri, è l'unico in grado di arginare lo strapotere dell'ultracasta perché i magistrati, quando è in gioco la loro tasca, diventano improvvisamente attenti, diligenti e riflessivi. Il governo non potrà porre la fiducia su questa norma perché sarebbe estremamente impopolare oggi, a 25 anni di distanza dal referendum, approvato nel 1987 con l'80% dei SI, tentare di sbarrare a tutti i costi la strada a chi vuole finalmente realizzare una volontà popolare così chiaramente espressa. In ogni caso sarebbe facile replicare a chi vuol mettere la fiducia che, su una materia che risponde ai desiderata della stragrande maggioranza degli Italiani, non si può negoziare e non si possono accettare ricatti. Piuttosto, suggerisco ai senatori del centrodestra di chiedere lo scrutinio segreto (al Senato bastano 20 firme). Quella maggioranza che già essi hanno, una volta che i votanti saranno stati messi al riparo da ritorsioni e vendette dal segreto dell'urna, si tramuterà in una valanga di voti. La classe politica (quella con la P maiuscola) abbia un sussulto di orgoglio! A volte basta una legge piccola piccola per cambiare le sorti di un paese.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi