cerca

I ginecologi non ne possono più

19 Giugno 2012 alle 22:00

Nel Lazio il 91 per cento dei ginecologi pratica l'obiezione di coscienza. In nove ospedali pubblici non si fanno interruzioni volontarie di gravidanza, mentre in altri tre il servizio è sospeso oppure risulta inattivo. Sono i dati presentati giovedì 14 giugno dalla Laiga (Libera associazione italiana dei ginecologi per l'applicazione della legge 194) nel corso di un incontro all'Ordine dei medici di Roma. Secondo i dati dell'associazione, aggiornati a maggio, nelle province di Frosinone, Rieti e Viterbo non sarebbe possibile eseguire aborti terapeutici e il 4 per cento dei ginecologi che ufficialmente non sono obiettori comunque non esegue interruzioni di gravidanza. E poi molti dei medici non obiettori sono alla soglia della pensione e non verranno rimpiazzati. E' sempre più evidente che i ginecologi non vogliono sopprimere bambini nel ventre materno

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi