cerca

Fermate la casta dei giudici

19 Giugno 2012 alle 10:00

Giustizia e Libertà, due bellissime parole, che se usate per un progetto politico diventano assassine di se stesse. E conferiscono un potere assoluto, violando con sprezzo sovrano il loro significato e il rispetto del voto degli italiani espresso con un referendum. Però è inevitabile, se la politica abdica al suo ruolo, che qualcuno o qualcosa ne prenda il posto. Nel tempo in cui le opinioni, le illazioni, i sussurri, le indiscrezioni, il moralismo, i gossip, i sospetti, gli avvisi di garanzia prevalgono sui fatti e diventano i pilastri del consenso giovandosi della diffusa conformistica sciatteria culturale e dell’istinto anti potere che ciascuno si porta dentro, bene, chi o coloro hanno questo tipo di potere, lo usano a loro vantaggio. E così tanti, troppi interessi, anche politici, collaterali, pavidi, succubi ed impotenti, diventano palafrenieri servili. Ritagliandosi a loro volta rendite di posizione. Mi auguro che i professori abbiano la volontà e una indomita forza morale per dare inizio ad una inversione di tendenza. Però, si vuole costruire una nuova, sicura, confortevole e più giusta casa, ma si è obbligati a chiedere gli strumenti indispensabili, ruspe, gru, camion, impalcature e cemento a chi teme di non guadagnarci nulla o troppo poco, anzi di rimetterci. Ma allora perché quelli, a cui per molti anni, sono stati legittimamente affidati i mezzi di lavoro, non li hanno mai adoperati?

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi