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Mario Monti leggeva Proust. Nel 1976

18 Giugno 2012 alle 16:30

La grande festa di Repubblica è finita. Bologna si sente orfana e si ritirerà in convento. A meditare. Ieri, invece, la città era sotto assedio. Previsto. Il centro paralizzato per lasciare che il nostro presidente del Consiglio andasse a rendere onore a Repubblica. Scontri tra i soliti centri sociali ecc, di cui Bologna è ricca e fiera, e 12 poliziotti feriti. Finalmente Monti è stato intervistato da Scalfari e Mauro. Non ho capito il motivo per il quale Monti si sia sottoposto ad un'intervista inutile e, soprattutto, non necessaria. Un presidente del Consiglio deve evitare, per il ruolo che ricopre, di essere ed apparire "leggermente" coinvolto in manifestazioni come quella organizzata da Repubblica. Meglio rimanere fuori dal coro. A meno che... Ecco che Scalfari, raccontando della nascita di Repubblica nel 1976, dice testualmente che, all'epoca, conosceva tutti i suoi lettori. E questi leggevano Proust. Solo Proust. Forse anche Mario Monti ne era appassionato e ricordando "Alla ricerca del tempo perduto" ha deciso di partecipare. Come una qualsiasi Madame Verdurin.

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