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Lezioni (inutili)

15 Giugno 2012 alle 16:00

Perdevano quattro a zero, gli irlandesi, e fino all'ultimo secondo hanno continuato a giocare con grintosa dignità, battendosi contro un avversario di oggettiva e schiacciante superiorità. Mai un lamento, mai un'inutile protesta: solo sport e determinazione ad andare avanti a testa alta, anche e soprattutto nella sconfitta. Intanto dalle tribune si alzava un coro: migliaia di tifosi cantavano con gioia, dimostrando all’Europa e al mondo che cosa significa il buonumore, l'allegra saggezza, la capacità di accettare serenamente i propri limiti, pur nella consapevolezza dei propri meriti. Io ho pensato a noi italiani, capaci (spesso e volentieri) solo di abbandonarci al “piagnonismo”, alla recriminazione e al falso martirio, e di inveire contro presunte prepotenze e contro il destino cinico e baro; sempre intenti a scovare un capro espiatorio cui attribuire tutti i nostri fallimenti, personali e nazionali. Prima ancora di incontrarla sul campo da gioco, l'Irlanda ci ha già data una lezione. Probabilmente non la capiremo mai, per la semplice ragione che non ce ne siamo neanche resi conto.

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