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Ddl corruzione

15 Giugno 2012 alle 16:30

Comprendo poco l'affrontare il tema corruzione avulso da altri contesti. A mio avviso non può esistere la carcerazione preventiva, se non in presenza di ipotesi di terrorismo o mafia. Non può esistere l’assoluta impunità del magistrato che può divenire un monarca assoluto. Ne può esistere l’ordine forense incapace di stilare un preventivo. Per quanto riguarda la punibilità del giudice il neo eletto presidente dell’ordine dei magistrati mi sembra abbia detto una cosa giusta: l’indagato non può durante il processo avvalersi della norma, lo può fare rivalendosi sullo stato, il quale a sua volta verifica se esistono le condizioni e punisce. Evidente che se io mi accorgo che il processo si “mette male” non posso indagare il giudice che verrebbe rimosso, allungando i tempi e in buona sostanza favorire chi commette reato. Chi è l’organo preposto per indagare il giudice è altro tema spinoso. Il vecchio adagio lupo non mangia lupo, vale anche per quella categoria. Temo che il CSM attuale non sia l’organismo giusto. Il parlamento difende sempre i suoi, così come il CSM, generando uno scontro istituzionale paralizzante. Sul reato di lobbying occorrerebbe conoscere nel dettaglio cosa significa. E’ evidente che ogni gruppo industriale perora la propria causa, stabilire il confine fra l’illecito e la norma è faccenda complicata. Infine ritengo fuorviante l’automatismo dell’azione penale obbligatoria che spesso s’è rivelata una perdita di tempo. Insomma non mi sembra che dopo vent’anni di discussioni ci sia una vera volontà di “giustizia” da parte di nessuno. Resta la realtà che vede la corruzione quasi giornaliera e che penalizza i partiti di ogni colore. Resta poi il tempo della giustizia assolutamente da terzo mondo, ed è una vergogna. Si farà poco o nulla e alle prossime elezioni avremo come presidente del consiglio un “piraten”.

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