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Consigli per gli acquisti

14 Giugno 2012 alle 20:00

Un antropologo moderno anziché occuparsi delle strane abitudini di remote tribu’ amazzoniche potrebbe trarre conclusioni piu’ sorprendenti analizzando le usanze del compratore medio addentratosi in un centro commerciale. Le strategie del marketing sono sempre piu’ smaliziate. Finita l’era del consumismo sfrenato, ogni tecnica di subdola cattura commerciale è valida: così possiamo sperimentare la "vendita aperta" (toccare e provare) e l’effetto flipper (la razionale distribuzione dei prodotti fa rimbalzare il cliente da un punto all’altro del supermercato), nei reparti bambini si vaporizza profumo di borotalco, si diffonde l’odore del pane appena sfornato, nei pressi delle casse dei videonoleggi sembra di essere al cinema, con pop corn, caramelle e ogni sorta di vivande sgranocchiabili. Allo stesso modo gli slogan pubblicitari si trasformano da arte della persuasione in psicologia dell’inganno: "al gusto di cioccolato" significa che il cacao non esiste, "clinicamente testato" sottintende che non si conoscono i risultati dell’analisi in laboratorio, "aiuta a rallentare la caduta dei capelli", vuol dire che non ricresceranno. Il rimedio contro il martellamento pubblicitario e la frenesia da acquisto compulsivo sia banale: varcare la soglia dei negozi solamente quando effettivamente sussiste la necessità di acquistare un prodotto, ed una volta entrati, limitarsi a comprare esclusivamente quel prodotto.

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