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Ma siamo diventati matti?/3

12 Giugno 2012 alle 09:00

Caro Sig. Panza, a volte c'è veramente da chiedersi se la gente c'è o ci fa (senza offesa, naturalmente). Ma si è già dimenticato che i tecnici che non hanno dato l'allarme a L'Aquila (chissà se avrebbero evacuato la città....) sono indagati per "strage colposa" o similia? Ma cosa potrebbe succedere, secondo lei, se la commissione dicesse che sono possibili scosse lievi, normali, e poi si verificasse una scossa del 5° grado e, Dio non voglia, un operaio perdesse la vita? Cosa strillerebbero gli stessi sindaci, che si strappano le vesti per procurato allarme? Il problema, caro Sig. Panza, è che i non geologi e il popolo in generale, per non parlare dei politici, non si rendono assolutamnte conto dei problemi legati all' evoluzione geodinamica del nostro paese (e ciò è normale), non capiscono che l'Italia è un paese in cui ogni giorno si registrano migliaia di scosse avvertibili solo dagli strumenti, non capiscono (a cominciare dai giornalisti) la differenza tra "previsione" e "possibilità statistica" che avvengano scosse, perchè questo paese è "profondamente ignorante di tutto ciò che è scienza e metodo scientifico". Non si possono prevedere i terremoti, soprattutto la loro intensità; prevedere che in Umbria o in Irpinia nei prossimi cento anni ci sarà un forte terremoto è cosa che posso fare anch'io o potrebbe fare lei. Qui ci fermiamo; pare strano, ma la scienza non è nè onnipotente nè onnisciente. Mi fermo qui per non esagerare; ma una domanda mi sorge spontanea: quando il Vesuvio comincerà a dare segni di risveglio, cosa dovrà fare la Commissione, stare zitta per non disturbare i napoletani, magari in concomitanza di una partita della nazionale?

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