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Il connubio storico. La strana maggioranza del governo Monti

12 Giugno 2012 alle 12:30

Diciamo, politicamente parlando, che se una maggioranza è maggioranza c’è poco da essere strani. Il regime democratico gode di metamorfosi strategiche che vanno a ruota libera nel perseguire progetti e programmi benedetti dalla volontà politica del Parlamento. Ai tempi di Agostino De Pretis il trasformismo fu pratica risorgimentale. Ma, se non altro, abolì l’imposta sul macinato. Si riconciliò con la sinistra di Crispi e Zanardelli e si legò agli Imperi centrali stipulando la Triplice alleanza. Commise l’errore imperdonabile di portarci in Africa, inguaiando poi Mussolini che cercava “Un posto al sole”. Si era già sviluppato il “connubio” fra il centro-destra di Cavour e il centro-sinistra di Rattazzi. Un’indecenza che ci perseguita dal 1852 e uno stile che oggi deprechiamo perseguito dai soliti faccendieri. Fu così che il “connubio” permise a Cavour di formare un ministero di “unione nazionale”, escamotage che legittimò l’ambizione dei grandi personaggi d’epoca che avevano arricchito il parterre risorgimentale: nulla di nuovo sotto il sole. Quello che andava fatto fu fatto e noi, eredi, ne paghiamo lo scotto.

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