cerca

Le primarie, una pessima idea

11 Giugno 2012 alle 18:30

Per uscire dalla crisi, Pd e Pdl hanno scelto le primarie: una pessima idea per entrambi. Le primarie di coalizione con più candidati democratici (in deroga allo statuto) rischia di restituire, una volta di più, l'immagine di un partito diviso ed incerto; a giovarsene sarà, probabilmente, un outsider, la cui vittoria indebolirà ulteriormente il Pd. Le primarie interne del Pdl, se non saranno una formalistica investitura del delfino Afano, rischiano invece di divenire una resa dei conti tra le diverse anime del partito, oggi molto conflittuali: un passo avanti verso il suo definitivo disfacimento. Il fatto è che nessuno ha capito cosa sono le primarie là dove sono state inventate, negli Stati Uniti. Il processo per la selezione del candidato presidente è una lunga lotta senza esclusione di colpi: una vera selezione darwiniana, che elimina rapidamente gli sfidanti più deboli e, nel duello finale, individua l'highlander - colui che ha dimostrato, nel bene e nel male, la forza necessaria a reggere le sorti degli USA. Non sarà così con le nostre primarie all'italiana, che individueranno due rispettabili signori (speriamo, almeno una signora!) palesemente incapaci di trarre il paese dal pantano nel quale è sprofondato. L'impressione è che, una volta di più, i partiti abbiano cercato una scorciatoia per attrarre gli elettori con una patina di novità, senza mettersi profondamente in discussione. Ma, questa volta, difficilmente gli elettori ci cascheranno...

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi