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Abbiamo bisogno di monaci

6 Giugno 2012 alle 18:30

Più che di ricette abbiamo bisogno di monaci (”monoi”), uomini dotati di unità e progrediti nella loro unità. È vero, lo scienziato non è il politico ma anche lo scienziato non è lo scienziato e il politico non è il politico. La descrizione non è la spiegazione. La spiegazione è che l’uomo è uno solo e non è divisibile e ogni volta che si divide si illude e sbaglia. La dinamica del mondo è osservata come sequenza di eventi ma è l’unità dell’io, nella sua coscienza e nel suo essere, ciò che dà continuità agli eventi osservati. Per costruire in un territorio non serve solo un sindaco, un assessore, un presidente, un politico, un geometra, un geologo… ognuno frantumato nel proprio ruolo, nei propri dettagli più o meno competenti e sapienti, più o meno corrotti. Serve che il concetto “costriuire in un territorio” sia inteso da tutti coloro che vivono e operano, chi ha responsabilità, cittadini compresi, e che siano precisati di conseguenza tutti gli attori, i disegni e la cooperazione per le loro attività di studio, costruzione e verifica. Non è la mancanza di strumenti che ha permesso il disastro, ma è la mancanza di un cervello unito e non schizofrenico diffuso in tutta la nostra società. La nostra vita sociale e politica è stata ed è un disastro. Vogliamo vivere o vogliamo solo arraffare soldi, benessere, status sociale? Vivere da uomini comporta l’essere uomini interi, non frattaglie.

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