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La Repubblica è nuda

4 Giugno 2012 alle 20:00

Sarà una semplificazione troppo rozza dire che chi – a sinistra - sei mesi fa odiava Berlusconi oggi è scontento dello stato, mentre chi – a destra - era scontento di Berlusconi oggi odia lo stato? Perché finalmente è chiaro a tutti che la radice dei nostri problemi, il vero nemico dell’economia nazionale, è il parassita pubblico che la sabota con una pressione fiscale buttata per un quindici per cento nella fornace dei suoi sprechi? Sommando astensioni e voti di protesta, il partito della ripulsa sta diventando maggioritario. Non si può negare che il prof. Monti si sia prodigato per questo risultato: si fosse limitato a tassare subito e molto e a riformare dopo e pochissimo, scusandosi per la sua inadeguata capacità; ma no, ha aggiunto al danno le beffe, con la pretesa di rieducare gli italiani, sia direttamente sia tramite il dott. Befera: proprio mentre quelli stanno realizzando che è l’amministrazione pubblica il cattivo soggetto da “rieducare al rigore”, e lui ne sembra capace quanto un politico qualsiasi (del resto, identica è la bocciatura dei mercati: a proposito, a quando un altro seminario sullo spread, con ostensione del grafico?). Poi si capisce come gente che per nessun disastro rinunzierebbe alla Befana, e magari ad Halloween, si sia espressa contro la “festa” del 2 giugno, prendendo spunto dai lutti del terremoto per gettare alle ortiche la celebrazione in se stessa, più che per il costo, perché la celebrata repubblica è irriformabile e da rifare dalle fondamenta, altro che “festeggiarla”! Mica per altro i politici corresponsabili dello sfascio si sono eclissati dalla parata. Andiamo verso quel gran pernacchio che fece crollare i regimi sovietici, come le trombe Gerico?

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