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È preoccupato per la crescita. Lui.

4 Giugno 2012 alle 19:00

In ordine sparso, e confuso (come è l’umore di chi ha ascoltato le ultime esternazioni di autorevoli esponenti del Governo): se la casa da bene rifugio e presidio di sicurezza è diventata una colpa da espiare davanti alla collettività assetata di IMU e imposte di registro; e se i risparmi di una vita di padri e madri di famiglia (ne esistono di altri e così diffusi?) allettano lussurie e voglie di geniali economisti e funzionari delle Entrate (meglio avrebbero fatto padri e madri di famiglia a scialacquare per tempo, lussuriosi e vogliosi, il frutto di tanto sforzo); e se l’acquisto e l’uso dell’auto (usata, ca va sans dire) costituisce ormai un’attività ad alto rischio di default per il temerario che osi solo pensare di accollarsene il fardello; e se la ricchezza prodotta viene disincentivata con aliquote non proporzionali ma più che progressive; e se è più facile separarsi e disfarsi dei figli che non licenziare un dipendente che non serve più; e se anche il tecnico di turno rende omaggio all’ipocrisia del pensiero debole ritenendo che la società si ricompatti grazie ai congedi parentali riconosciuti ai “mammi”; e se tremilioniemezzodidipendentipubblici sono tutti indispensabili alle magnifiche e progressive sorti del nostro Paese… nessuno, men che meno il buon Corrado Passera, può veramente dire quello che ha detto. Non lo può nemmeno pensare. Che è “preoccupato per la crescita”.

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