cerca

L'insensibilità di politici e media

3 Giugno 2012 alle 13:00

Sono stato per qualche giorno in provincia, una provincia operosa abituata a rimboccarsi le maniche. A Roma, città del pubblico impiego per antonomasia, oltre che di tanti furbetti e/o furboni e di gente che si arrangia, non si avverte il clima di rassegnata disperazione che si vive nei piccoli centri dell’altra Italia. Qui tocchi con mano la catastrofe temuta, incroci i volti e gli sguardi smarriti, increduli, risentiti del commerciante, del piccolo imprenditore, del ristoratore, di tutti quelli che si rendono conto che senza interventi seri, urgenti ma soprattutto efficaci, molto efficaci e incisivi, ci avviamo verso un autunno drammatico. Perché nessuno spende per mancanza di soldi e di fiducia, la burocrazia ti ossessiona sempre di più, i servizi pubblici sono via via più esosi e molto poco servizievoli, le banche stanno accumulando un vasto patrimonio immobiliare con la confisca delle case dei poveracci che non sono riusciti a sostenere il mutuo. Ti rendi conto di quanto distante sia da tutto questo la politica, con i soliti discorsi troppo astratti e con le autocelebrazioni: l’Europa ci apprezza, il Fmi ci apprezza, la Merkel è contenta (anche se recalcitrante). Lo sguardo è maledettamente rivolto altrove. E intanto la gente, oppressa dai sempre più gravi problemi del giorno dopo giorno, sta morendo nell’animo, senza speranza, perché non vede nessuna luce all’orizzonte. E la mancanza di speranza in una società che rischia di fermarsi completamente, è mille e mille volte più pericolosa del più alto degli spread. E l’informazione che fa? Affianca supinamente questa classe dirigente (e non potrebbe essere diversamente, visti gli incroci), con servizi di maniera, quando non di supporto, più o meno celato. E’ una vergogna! Ma che rischiamo di pagare molto cara.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi