cerca

Autodelegittimazione

2 Giugno 2012 alle 19:00

Un paio di giorni fa leggo che nel mondo, ripeto, nel mondo, i professori universitari che raggiungono gli stipendi più alti sono canadesi, sudafricani, quindi quelli italiani. I nostri baroni riescono a guadagnare più di un "professorucolo" di Harward, del MIT, di Oxford, di Eton o di Berkeley, d’altrone è giusto, quelle lì saranno mica univesità all’altezza delle nostre. Ohibò. Il giorno dopo leggo che il barone preside del Consiglio ha deciso di ripristinare i privilegi feudali a favore dei baroni universitari riaccordando loro la scelta di intrallazzare per mettere al posto giusto negli atenei i parenti di ogni ordine e grado, gli amici degli amici e compagnia bella, diritto che il ministro Gelmini aveva abolito. Quello che più mi stupisce è vedere un elefantino che barrisce disperato perché noi, gli schifati dalla classe politica, siamo ormai una moltitudine. Di grazia, cosa dovremmo fare, rispettarli, legittimarli col voto? Se in questo Paese i cittadini, magari guidati dagli opinionisti, non si rendono conto che votare chi sai già che ti deruberà e non farà niente per il bene degli elettori, a meno che non serva anche a lui, è una dichiarazione di complicità, è un lasciapassare per delinquere e sperperare, allora l'Italia andrà in malora. Ma non per colpa della classe politicante bensì per insipienza dell’elettorato. Solo non superando il 40% (dipendenti statali, bancari, sindacalisti e politici col relativo sottobosco andranno a votare) dei votanti alle prossime elezioni si potrà dare una scossa democratica a questa gente: e se non lo faremo porteremo il Paese alla fame e a spartirsi il potere rimarranno mafiosi e terroristi. E’ questo che gli italiani vogliono per i loro figli? Se la risposta è "no" disertino in massa le urne, e le disertino finché non avranno la certezza di poter eleggere chi “dovrà” governare mantenendo le promesse.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi