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Spaccio radicale

1 Giugno 2012 alle 09:00

Gentile sig. Galassi, non è certo uno stato straniero quella entità cui la legge italiana consente di ottenere ogni anno sostegno finanziario a fondo perduto, soldi pagati puntualmente (al contrario di altre pubbliche obbligazioni), in misura senz'altro molto superiore all'auspicabile e alternativo volontario contributo privato. Non è ad uno stato straniero che concediamo esenzioni fiscali. E non è certo un capo di stato straniero colui da cui ci aspettiamo (e tolleriamo) lezioni di morale. Non è ad uno stato straniero che dedichiamo pubblici palinsesti televisivi, che consentiamo di scegliere gli insegnanti delle nostre scuole, che concediamo delega per la celebrazione dei matrimoni. Nessun disprezzo, un po' d'ironia, quella l'ammetto. E' invece uno stato straniero quello che non ratifica i protocolli internazionali circa i diritti civili e l'amministrazione della giustizia. Quello che in termini di trasparenza e regole sta all'Italia (con tutto il male che siamo costretti a dirne), come lo IOR sta alla Banca d'Italia. Tanto non serve, perchè è uno stato finto, giusto? Lo stato finto ha arrestato una persona, forse un italiano. Per violazione della corrispondenza privata, almeno immagino, ma lo sappiamo davvero? La corrispondenza di un Capo di Stato, reato grave. Nell'ambito di uno scontro di potere che possiamo immaginare titanico, anche senza riferimenti alla fiction. Tutto a posto?

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