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Ottusità tedesca

1 Giugno 2012 alle 14:00

La maggioranza degli economisti, in unisono con gli organi d’informazione globali, insiste da mesi sull’incapacità della Germania di comprendere che il suo atteggiamento di cocciuto rigorismo sta danneggiando l’intera economia europea se non mondiale. Credere che tale comportamento sia determinato solo da limiti e incapacità intellettuali o culturali è alquanto ingenuo. La testarda linea politica ed economica germanica sta erodendo giorno dopo giorno le già indebolite risorse finanziare, produttive e politiche degli altri stati europei, aumentando nella stessa misura il vantaggio competitivo del made in Germany cosi come la sfera d’influenza esercitata dalla cancelleria tedesca. È inevitabile che alla fine la crisi generata da quest’atteggiamento finirà con l’avere degli esiti negativi anche in Germania. Quando questo accadrà, i nostri amici teutonici magnanimamente ci concederanno di rilassare quegli stessi criteri oggi ritenuti intoccabili. Solo che quando questo finalmente avverrà, l’unico stato che potrà tranne un effettivo vantaggio sarà unicamente la Germania, essendo tutte le altre economie europee ridotte in macerie. Dobbiamo uscire da un equivoco: la Germania non è stupida, brutta o cattiva; la Germania sta legittimamente perseguendo ciò che è meglio per se stessa. Sta agli atri stati europei perseguire il proprio interesse non sperando solo nel ravvedimento o nella bontà o nella generosità tedesca.

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