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Radio Londra del 30/5

31 Maggio 2012 alle 21:00

Lei dice bene Dott. Ferrara, siamo in piena crisi di credibilità del pubblico. Non condivido però l’individuazione delle polemiche sul due Giugno come elemento rivelatore. Questa festa fu soppressa poi ripristinata. Noi non abbiamo veramente feste nazionali sentite. Il solito 25 Aprile, ad esempio. La liberazione è storicamente avvenuta grazie agli americani, inglesi e tanti altri, ivi compresi italiani che combatterono con la V armata e anche, naturalmente, dai partigiani. Onore a tutti. Ma in realtà s’è da subito trasformata in una festicciola fra amici rossi e così resterà scivolando nell’indifferenza dei più. La credibilità e la fiducia non sono parole senza costrutto. Sono uno stato d’animo, un sentire che poggia sulla ragionevolezza delle azioni. Ma come sappiamo tutti, fiducia e credibilità sono soggetti delicati che mal sopportano angherie ripetute. La frattura fra stato e cittadini è già avvenuta, e gli smottamenti che si odono in occasione delle elezioni comunali non sono a mio avviso in grado di determinare con esattezza il livello di pericolosità. Prenda ad esempio le pensioni, che inevitabilmente il Governo Monti ha modificato. Pochi giorni e tutto era compiuto. Sei mesi per la politica per ridurre il finanziamento pubblico che attende, previa referendum, una “sistemazione” da vent’anni. Addirittura il Sig. Napolitano (presidente è uno super partes) interviene su una proposta che molti pensano quasi risolutiva per la governabilità, quindi sulla fiducia e credibilità delle istituzioni. Oramai ci siamo abituati a tutto, compreso un non eletto che agisce come un presidente francese, e critica la riforma che vorrebbe dargli legittimità. Come si suol dire siamo alla frutta. C’è da aver paura. Amen.

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