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Piccolezza della posta

31 Maggio 2012 alle 17:00

Si parla della Grecia, e si resiste a stento alla citazione di Omero, Fidia e Socrate: come Grass nella sua giusta e brutta poesia. Dopo si pensa che non andremmo pazzi di qualche autorità europea, non so, Olli Rehn, che dichiarasse che bisogna essere indulgenti col debito italiano perché siamo il paese di Virgilio, Vitruvio e Tacito. Però poi, mentre vi sta portando da Atene all’Heraion di Perahora, all’altezza di Megara l’autista dice: “Qui lavorava Procuste col suo letto”, e voi pensate al banchiere belga che ha appena ripetuto che “la coperta è troppo corta”, e gli sembra una gran metafora. In un viaggio greco un uomo vecchio come me, che si muove in un inaspettato tempo supplementare, riceve prove continue di ignoranza e smemoratezza. Tutto quello che legge ha un suono insieme familiare e oscuro, tutto quello che vede ricorda qualcosa di già visto – ma dove? "Quello che c'era da dire è stato già detto dai greci" ... Basta saperlo ridire (Goethe).

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