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Forse è meglio andarsene dall'Italia

31 Maggio 2012 alle 20:30

Me ne andai 10 anni fa, non me ne sono pentito. Qualsiasi paese, compreso il Brasile nel quale vivo, malgrado infinite irrazionalita' che lo caratterizzano, offre alla persona il senso di appartenere ad uno stato, ad una terra. In Italia il cittadino e' perduto, senza piu' sicurezza su niente, nemmeno la propria sacrosanta casa. Si possono osservare politici che vanno per conto proprio, come Dei che sorgono indifferenti dai fumi della nettezza. Le banche ormai sono diventate prepotenti e troppo avide, si approfittano perfino dei terremotati. La chiesa si maschera dietro la carita' per ampliare sempre di piu' il proprio potere, anche politico. La giustizia ormai è un termine che spaventa gli innocenti. I mass media quasi tutti legati a questo o quel potere. Prima di andarmene, avevo creato da zero una fiorente industria, senza chiedere nulla a nessuno. La lasciai ai miei due figli, che hanno rispettato le regole del padre: il lavoro prima di tutto. Ed hanno agito bene, con passione sul lavoro. ottenendone progressi ulteriori. Pochi mesi fa ho scritto a loro, consigliandoli di cambiare paese. Credevo che prendessero sullo scherzo le mie parole, hanno figli e famiglia. invece mi hanno risposto che ci stanno pensando seriamente. A che serve abitare ed amare un paese le cui immense glorie artistiche e d'ingegno sono solo ricordi passati, magari sgretolati dai terremoti e dal tempo? Un paese guidato da tecnici bancari e da ex comunisti senza una visione chiara ed onesta della realta'. Un paese ricco di passato e povero di futuro, questa è la mia Italia che amavo tanto.

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