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La parata e il terremoto

30 Maggio 2012 alle 17:45

Sono sicuro che i modenesi ricostruiranno velocemente, prima di tutto le fabbriche che sono crollate, e poi il resto. Spero tanto che nel corso della ricostruzione siano in tanti a riscoprire lo spirito degli anni cinquanta, quando si rifece l'Italia distrutta dalla guerra. Perché ricostruire in fretta costringe a ragionare in modo schematico e a lasciar perdere le "convergenze parallele", gli "equilibri più avanzati", i "nuovi modelli di sviluppo", le" riforme" e "quant'altro" . Espressioni vuote che servono solo a riempire la bocca. Sono in tanti nel mondo a versare sangue per diventare un Paese e noi, che un Paese lo siamo da millenni, e abbiamo Roma che fu la culla della civiltà occidentale, dobbiamo sopportare chi lo dimentica sempre, pronto a seguire l'ultimo affabulatore, travestito da clown, scaltro e diabolico come tutti i terroristi. La dobbiamo fare la parata del due giugno, anche in onore delle vittime del terremoto, ma sopratutto per ricordare al mondo che siamo una Nazione fiera. Che ci raddrizzeremo come il giunco dopo la tempesta, sia essa una crisi economica o un terremoto!

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