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Tanto rumore per nulla

29 Maggio 2012 alle 07:30

Se è tutto normale, perchè tanto clamore? Non sembri dissacrante né irrispettoso, ma tra alti e bassi (corsi e ricorsi?) le uniche due cose che proprio non cambiano mai sembrano essere, anche nel terzo millennio, le bizze della Chiesa e quelle del tempo (nel senso di meteo). Istituzione, insieme, divina e umana, la Chiesa da 2000 anni sopravvive a gloria e disprezzo, eroismo e viltà, scandali e virtù dei suoi stessi uomini. E sopravvive (2000 anni di preti, perbacco!). E che dire di pioggia e tempesta, aridità e gelo, mitezza e rigore, quiete e catastrofe, ab immemorabile oggetto di alternate e costanti speranze o paure degli uomini di sempre? Certo, non c’è in giro l’ Alighiero che ai “corvi” di turno canti “ per voi suoni la tromba però che ne la terza bolgia state”; né Rodolfo il Calvo che ammonisce sulle calamità naturali, l’inversione delle stagioni e l’imminente fine del mondo. Ma non mancano nè improbabili “maggiordomi” traditori, nè simil scienziati che giocano alla fine del mondo coi numeri un po’ farlocchi del global warming. E quindi, se è tutto normale: perché tanto clamore?

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