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Le conseguenze della paura

29 Maggio 2012 alle 14:30

Ore 9,00: spaventati dalla forte scossa di terremoto, molti impiegati del centro milanese si sono riversati in strada. Grazie al cielo, a Milano sembra non sia successo nulla di grave. L’epicentro è stato registrato in Emilia, dove migliaia di persone vivono da giorni costantemente quella paura che noi abbiamo avuto solo per pochi attimi. In città nessuna segnalazione di danni a persone o cose: tutto è rientrato nella normalità dei molti commenti e racconti personali. Proprio questa mattina, leggendo le notizie delle prime pagine dei giornali, notavo come la vicenda del terremoto in Emilia fosse passata in secondo piano. Scommesse e partite di calcio truccate, fughe di notizie e maggiordomi infedeli in Vaticano, l’ennesima indiscrezione sulla vita spericolata del Governatore lombardo ed un altro caso di presunte tangenti che ha condotto agli arresti domiciliari l’ex presidente della Bpm, Ponzellini. Questi i titoloni. La situazione dei terremotati? Poche righe. Ma l’operosa gente dell’Emilia è sempre là, ed oggi la natura ci ha ricordato che non devono essere lasciati soli. Bisogna agire in fretta con gli aiuti ed i sostegni alle persone ed alle imprese. Queste ultime, in particolare, già segnate da una pesante crisi, non possono permettersi di aspettare. Devono riaprire: il fattore tempo è fondamentale per non perdere clienti e commesse. Aggiungere alla paura ed ai disagi il dramma della disoccupazione sarebbe conseguenza intollerabile e pericolosa per quella gente. Qualche preciso segnale di questa montante insofferenza verso le istituzioni si è avvertito in occasione della visita del premier la scorsa settimana. Troppo spesso, il fattore tempo, ancora poco considerato nell’approccio alla soluzione dei mille problemi che assillano il Paese, assume in questo caso una particolare rilevanza che va oltre alla pur importante e necessaria ricostruzione.

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