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Istruzioni per l'uscita dalla crisi

29 Maggio 2012 alle 13:30

Non sono un economista, ma persona comune di buonsenso (spero). Come tale avrei iniziato, per ridurre spese e debito pubblico, dall'alto e cioè dal presidente e giù per li rami in ordine decrescente d'importanza e non da pensionati e povera gente come è stato fatto seminando, tra l'altro, il terrore fiscale cui assistiamo impotenti. La gente si impicca per disperazione e la politica cerca farfalle sotto l'arco di Tito. Mettiamo che le spese della politica vengano rapportate al numero dei cittadini secondo un parametro europeo; che cessino i finanziamenti a partiti o presunti tali, a giornali, a sindacati, a patronati a matronati a vaticani, ecc. in modo che ciascuno cammini in proprio senza puntelli; che si dimezzino o trimezzino liquidazioni milionarie; che ciascuno spinga da sé il carrello della propria spesa; che si aboliscano del tutto le scorte e gli scortatori sorveglino le scuole delle ragazze rafforzando il numero degli addetti al contrasto della mafia. Se operassimo in questa maniera non sentiremmo più parlare di spread o d'altre simili panzane ma torneremmo a vivere, a lavorare, a metter su famiglia come è giusto che sia. Amen.

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