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Ma c’è un De Gaulle?

28 Maggio 2012 alle 17:00

No, non c’è e, se qualcuno prova ad imitarlo, sia pure in sedicesimo, il fuoco di sbarramento degli interessi consolidati parte immediatamente. Il Direttore dice che la proposta Alfano-Berlusconi è buona cosa ma che col Cav. in campo non avrà i voti. Vero. Ma il vero schifo è che lo sia, e non solo per il Cav. in campo. Quando mai la nostra classe dirigente, politica e no, dovrebbe accettare un sistema, quello semi-presidenziale alla francese, che ridimensionerebbe drasticamente e inesorabilmente le adorate pratiche consociative e i giochetti personali? Roba sopraffina che cresce e si sviluppa ottimamente solo con governi malleabili, condizionabili e… costituzionalmente corretti. Resisteranno ad oltranza. Agiteranno lo spettro del Berlusconi che torna, l’antiberlusconismo come categoria morale, politica, sociale e via cantando. Ma non saranno teneri con nessuno. Maneggiare con cura, certo. Un ruolo determinante lo giocheranno i giornaloni: il partito di Rep non può restare imparziale, tutto ciò che può normalizzare la situazione e il clima politico, è contro i suoi interessi e lo giocheranno anche la Rete e i talk-show. La politica rimarrà a guardarsi in cagnesco: diffidente, pavida ed impotente.

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