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Marò

26 Maggio 2012 alle 16:00

Premesso che quando mi accingo ad ascoltare i notiziari televisivi lo faccio con estremo disagio e profonda inquietudine per tutto quello che ci viene mitragliato contro, quando poi ormai da quattro mesi ci propinano la farsa della vergognosa ed ingiustificata prigionia dei nostri due marò allora la mia amarezza, e penso anche quella di molti altri italiani, diventa incontenibile. E' una situazione grottesca, surreale, io spesso mi dico che è tutto uno scherzo, purtroppo non è così. Tutti avranno notato quanti soldati e poliziotti indiani scortano i nostri due connazionali, neanche se fossero dei pericolosi criminali. Il governo italiano se avesse veramente a cuore la vita dei due soldati e l'onore dell'Italia avrebbe potuto utilizzare un antica consuetudine: la reciprocità, avrebbe potuto bloccare i beni indiani in Italia, avrebbe potuto riempire qualche aereo e rispedire in India tutti i figli emigrati all'estero ma che sono adorati in patria, tanto che invece di pensare al loro benessere, la stessa India, ha prodotto un arsenale atomico mentre milioni di indiani continuano a morire come mosche. Si preoccupa però di due pescatori la cui morte è ancora avvolta nel mistero, perchè le autorità indiane (questa definizione è ridicola)non hanno dimostrato ancora nulla. Il problema vero è la totale mancanza di peso politico e di efficaci relazioni internazionali dell'Italia. Per gli italiani liberati finora si sono sborsati milioni di euro, non c'è mai stato nessun miracolo diplomatico. C'è da farsi delle domande poi: perché tutta questa pertinace volontà colpevolista, perchè questo spiegamento di forze ogni volta che i due marò si muovono e perchè questo intento ferocemente ed assolutamente punitivo?

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