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La fine ingloriosa

25 Maggio 2012 alle 08:00

La fine sarà tanto meno ingloriosa quanto più veloce sarà il fallimento. La ripresa sarà figlia del default, non delle manovre montiane. Pensare di governare il debito in modo non inflazionistico è contrario ai principi fondanti la Repubblica, generatori di debito. La fine della crisi è la fine della Repubblica, incompatibile al rigore tardivo perché fondata sul precoce consenso. Il frettoloso consenso alla negazione di un Assoluto ha relativizzato il benessere del popolo che ora sta perdendo anche la voglia di reagire. Il fallimento è l’unico elemento che può riportare la voglia di lavorare, di sperare in qualcosa di diverso dal perverso gioco che dura poco.

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