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Grillo e i talkisti

25 Maggio 2012 alle 18:07

Se un albero cade nella foresta e nessuno lo vede, l’albero non è caduto, semplicemente non esiste il fatto. Grillo contro tutti, ha un senso politico: io sono il nuovo, sganciato dagli zombie. Fin qui tutto bene. Se però il megafono della TV dovesse venire a mancare, diverrà difficoltoso per il M5s asserire o certificare la propria diversità. Resta il web. Se sia, oltre la celebrazione, uno strumento “magico” o di massa, utile a fini politici, a me non è chiaro. Io so per certo di persone che considerano il computer “instrumentum diaboli” e hanno votato Grillo, perché l’han visto in TV o in piazza. Non è il modo di quantificare razionalmente il fenomeno, solo un dubbio. E’ spiacevole parlare della propria città in questo blog, che è nazionale, ma c’è un fatto da divulgare. La promessa elettorale di Pizzarotti (M5s) di chiudere l’inceneritore, in fase avanzata di realizzazione, era un azzardo. Molti sapevano che l’operazione avrebbe avuto un costo. Non sapevo quale, ora scopro che si aggira sui 180 milioni di euro. Una follia. Senza considerare che Piacenza e Reggio Emilia sono partner del progetto e già s’ode rullio di tamburi, per ovvi motivi. Per uscire dal pantano, il sindaco medita di ricorrere ad un referendum. E fa bene, altrimenti se ottempera alla promessa si trova lui le “pentole indignate” sotto i portici del grano (il comune). D’accordo sull’utilità dell'opera, destra e sinistra, al netto dei risultati finali delle elezioni, rappresenta l’ottanta per cento dei votanti; se Pizzarotti farà la consultazione è quasi certa la vittoria dei pro inceneritore. Qualcosa mi dice che i talkisti, riporteranno il fatto, magari stavolta contro Grillo. Sintesi: mi sbaglierò, ma propendo per un errore colossale di Grillo nell’attaccare giornali e TV.

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